Dal Sangue alla Luce: Il Mio Passaggio da Gesù a Cristo

La sera prima era una sera come tutte le altre. Sedevo al tavolo con i miei discepoli quando, in preghiera, mi colse una comprensione piena e amara: uno dei miei amati devoti mi stava tradendo.

Il ruolo di Giuda e il peso della materia

Giuda era il suo nome. Era l’uomo a cui avevo affidato i miei tesori economici; un legame con la materialità che per me era superficiale, ma necessario per sopravvivere in questo mondo. Proveniva da un’altra terra e forse per questo, per la sua cultura diversa, non si era mai sentito totalmente integrato con gli altri.

La sua mente era acuta, essenziale per dirigere i patrimoni che, nelle mie mani, non avrebbero avuto valore: li avrei probabilmente regalati al primo bisognoso. Ma in questo mondo è difficile imparare che materia e spirito devono essere uniti per poter essere trasformati in luce. Così, avevo delegato a lui ogni aspetto materiale.

L’Ultima Cena: il passaggio da Gesù a Cristo

Quella cena fu un confine: l’ultima della mia vita prima di diventare il nome che tutti conoscono, Cristo. Sentivo e sapevo ormai ogni cosa; captavo ogni molecola dentro e fuori di me. Sapevo che sarei stato arrestato e messo in croce.

Accade proprio così: più ci si avvicina allo spirito, più la vita ti costringe a sofferenze atroci che devono passare attraverso il corpo. Mio Padre scelse che io morissi e risuscitassi così, su una croce, dopo terribili sofferenze. Doveva accadere attraverso la carne, altrimenti non sarei mai potuto diventare un essere Divino.

Dopo la cena, cercai rifugio nella preghiera. Avevo bisogno di essere ascoltato, di chiedere aiuto per salvarmi dalle atrocità che mi aspettavano. Lui aveva sempre ascoltato le mie preghiere, compiendo miracoli attraverso di me. Ma quando diventi una guida, ti accorgi che le persone sono ancora troppo piene di ego e di paure che tramandano di generazione in generazione.

Per tre volte andai a pregare e per tre volte trovai i miei devoti addormentati. Mi infuriai. Non capivano cosa stavo rischiando, cosa stava accadendo al mondo intero. Mi sentii tradito e abbandonato per il loro banale attaccamento al sonno e ai piaceri della vita.

La resa del corpo

La parte peggiore del mio ego emerse quando la paura prese il sopravvento. Vedendo il mio corpo sudare sangue, ero terrorizzato. Non riuscivo a respirare dallo shock. Sapevo che quella era la fine di Gesù: la fine della mia parte personale, delle mie paure, della resistenza. Era la resa completa necessaria per trasformarmi in Cristo nel giorno della Santa Pasqua.

Venni messo a processo per blasfemia. Provai a essere me stesso con tutto il cuore, combattuto tra l’istinto di sopravvivenza e la verità. Il mio cuore aveva bisogno di armonia per restare vicino al Padre. Se siamo tutti fratelli, come potevo mentire? Rimasi in silenzio. Ponzio Pilato riconobbe che nel mio cuore non c’era rivolta, ma solo sete di Verità. Eppure, le mie preghiere di salvezza non furono accolte. Mio Padre mi abbandonò al volere del popolo.

La comprensione sulla via del Calvario

Iniziai a camminare verso la collina della morte. Mi sentivo come un bambino che trema in cerca di conforto, tradito dai devoti e ignorato da Dio. Ma in ogni passo, osservando gli sguardi di ira e paura degli uomini che incontravo, iniziai a comprendere.

Non vi era separazione tra me e loro. In quel momento ero ignorante come loro. Il mio ego era rabbioso e spaventato esattamente come il loro. Compresi Giuda, compresi il ragazzo che fuggì, compresi chi mi lanciava pietre. Sentii il dolore così forte che Dio si presentò a me nell’istante esatto in cui smisi di respirare.

La trasformazione da Gesù a Cristo: la rinascita

L’atrocità di quel legno fu così lancinante da staccare lo spirito dal corpo e fondermi con ciò che sono sempre stato: Dio. Dopo l’agonia, rinacqui perdonando ogni mio carnefice. Tornai a essere corpo, ma il corpo di Dio.

Se non fosse andata così, non avrei mai potuto essere Spirito. Non avrei mai potuto essere davvero il Figlio di Dio: Cristo l’Immortale. Perché quando ti fondi con l’Anima, non puoi che essere eterno.

Per questo vi dico, figli miei: ogni atrocità, ogni squarcio all’anima, vale sempre la pena di essere attraversato, compreso e perdonato. Siamo tutti figli di questo grande cielo, fatti di errori e ignoranza.

Oggi ringrazio mio Padre per non avermi dato supporto nel momento della disperazione. Lui sapeva che doveva morire la parte di me chiamata Gesù affinché potesse nascere Colui che ora veglia con amore infinito su tutti voi.

Barbara Ceccato

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